
Iniziamo cosi:
Ogni viaggio è, nella sua essenza, un movimento da un punto a un altro. Geografico, di norma, ma anche interiore. Esistono modi di viaggiare innumerevoli, quanti i piedi che li portano in giro e gli occhi che osservano il mondo. Viaggiare è accostamento, ricerca, scoperta, approdo (più tappe che meta), vacanza, ozio, avventura.
Fotografia, vuole l’etimologia, è “disegnare con la luce”. Un modo di riorganizzare e fermare – in un fotogramma – l’esperienza di un momento, una porzione del mondo che ci circonda, attraverso una combinazione di tempi e diaframmi, volumi e atmosfere. Documento, simbolo, immagine che si ferma nella memoria. Parte da un desiderio di conoscenza, diventa sforzo di interpretazione, possibilità di raccogliere sensazioni e riportare a casa un racconto per immagini di attimi di vita
dei ricordi forti di circostanze vissute da trasmettere eventualmente ad altri. È un mezzo di espressione e comunicazione di forza enorme, un linguaggio universale che supera barriere di lingua e cultura
COME INTERPRETARE:
Cercare di raccontare. Fotografare sempre per raccontare qualcosa. In viaggio, pezzi di esistenza, brani di paesaggio, storie. Trovando un tema e un taglio preferenziali, individuando una chiave, un filo rosso, dei simboli. Dare la propria interpretazione visiva vale sia per il professionista sia per l’appassionato fotoamatore. Non collezionando soltanto “belle foto”, ma costruendo un racconto attorno alle specificità – per sé e/o in generale – dei luoghi attraversati e delle culture accostate. Indagando quello che alcuni definiscono lo “spirito del luogo”, facendo molta attenzione alle trappole dell’esotismo e del pittoresco (all’origine del pittoresco, diceva Jean-Paul Sartre, c’è il rifiuto di comprendere gli altri). Andando in ricognizione, facendo dei sopralluoghi per scegliere i momenti ideali per scattare, studiando la presenza della gente, le condizioni di luce su facciate e monumenti, il comportamento degli animali in boschi o savane. Ritraendo, infine, non quello che c’è da vedere, ma quello che è.